Approfondimento
Collaborazione e leadership
Una visione delle persone non cambia un'organizzazione solo perché viene formulata. I valori diventano efficaci solo quando si manifestano nei comportamenti, nella collaborazione, nelle strutture e nelle decisioni della leadership.
La cultura non nasce soltanto da valori formulati. Nasce da comportamenti ripetuti, strutture di supporto e dalle decisioni della leadership.
Il mio modo di lavorare
Ascoltare. Ascoltare non serve solo a curare le relazioni, ma a comprendere. Cerco di capire affermazioni, interessi, esperienze, paure e ipotesi non dette prima di proporre soluzioni.
Onestà con rispetto. Non abbellisco una situazione per mantenere un'armonia di breve durata. Nomino con chiarezza realtà, rischi, contraddizioni e limiti. L'onestà è rivolta contro l'autoinganno e l'inefficacia, non contro la dignità di una persona.
Non prometto sempre comfort emotivo. Prometto chiarezza, rispetto, responsabilità e accompagnamento.
Empatia e confronto. Empatia significa prendere sul serio la prospettiva e il carico dell'altra persona, non evitare affermazioni necessarie. Un buon confronto è oggettivo, concreto, verificabile e orientato allo sviluppo. Non umilia e non attacca la persona.
Strutturare. Non risolvo la complessità semplificando a ogni costo. La scompongo in elementi comprensibili, dipendenze, decisioni e responsabilità, in modo che nasca orientamento senza perdere i nessi rilevanti.
Visibilità. Obiettivi, decisioni e relative motivazioni, ipotesi, rischi, ruoli, avanzamento, blocchi e impatto vengono resi visibili.
La fiducia come principio di lavoro
Per me la fiducia non è solo un valore interpersonale. Influisce sulla rapidità con cui le informazioni circolano, le decisioni vengono prese e la responsabilità può essere assunta. Dove manca la fiducia nascono costi di attrito: più tutele, più cicli di approvazione, più controllo, informazioni trattenute e decisioni più lente.
La fiducia non sostituisce né la governance né il controllo necessario. Il principio è: quanta più fiducia possibile, tanto controllo quanto il rischio richiede. Il controllo deve governare i rischi, non mascherare la mancanza di fiducia. Fiducia senza responsabilità può diventare ingenua; responsabilità senza fiducia sfocia facilmente nel micromanagement.
La comprensione crea chiarezza. La chiarezza rende possibile la fiducia. La fiducia rende possibile la responsabilità. La responsabilità riduce gli attriti inutili.
Di che cosa ha bisogno il cambiamento in un'organizzazione
Nelle persone: autoriflessione, apertura ad altre prospettive, onestà su ciò che si sa e non si sa, riconoscere le ipotesi come ipotesi, disponibilità ad apprendere, assunzione di responsabilità e disponibilità a correggere le decisioni.
Nella collaborazione: poter dissentire con rispetto, poter esprimere incertezze, non dover nascondere gli errori. La critica a un'affermazione non è un rifiuto della persona, chiarezza non è la stessa cosa di durezza, e consenso non è la stessa cosa di evitare i conflitti.
Nelle strutture: Un'organizzazione può pretendere responsabilità individuale e al tempo stesso impedirla con le sue strutture. Per questo servono ruoli chiari, percorsi decisionali comprensibili, accesso alle informazioni, possibilità di feedback funzionanti, percorsi di escalation chiari, spazi di riflessione e incentivi che premiano impatto e responsabilità.
Leadership
I dirigenti influenzano la cultura in modo particolarmente forte, perché i collaboratori osservano quali comportamenti vengono davvero premiati, tollerati o puniti. Una buona leadership pone domande invece di limitarsi a dare risposte, consente il dissenso, ammette i propri errori, motiva le decisioni in modo comprensibile, non scarica la responsabilità verso il basso e condivide le conseguenze delle proprie decisioni.
La mia idea di leadership: La leadership è un servizio alla missione, alle persone e alla responsabilità. Una leadership al servizio non significa accondiscendenza, evitare i conflitti o rinunciare all'autorità. Significa usare il potere non per il proprio status, ma per la missione comune e lo sviluppo delle persone. Ciò include assumersi pienamente la responsabilità: per la missione, le condizioni, la comunicazione, le decisioni e le conseguenze. La causa di un problema non si cerca anzitutto negli altri.
- Servire invece di servire se stessi.
- Assumersi la responsabilità invece di scaricare la colpa.
- Creare chiarezza, anche quando è scomoda.
- Trarre le conseguenze senza umiliare le persone.
- Non confondere amore e rispetto con indifferenza.
- Rendere possibile la libertà e rendere vincolante la responsabilità.
- Ammettere i propri errori e imparare da essi in modo visibile.
Una leadership al servizio non protegge dalle conseguenze. Fa sì che le conseguenze servano alla missione, alla verità, alle persone coinvolte e all'impatto a lungo termine.
Dal valore alla pratica
Dare l'esempio → Esercitare → Strutturare → Rendere possibile → Verificare
- I dirigenti mostrano loro stessi il comportamento atteso.
- Nuove forme di collaborazione vengono applicate ripetutamente e migliorate.
- Ruoli, processi e percorsi decisionali vengono adeguati.
- Le persone ricevono informazioni, competenze, poteri e spazi protetti.
- Si osserva se il modo di lavorare desiderato funziona davvero nella quotidianità.
Una cultura non si considera introdotta finché esiste solo sulla carta.
Spazi per l'onestà e il dissenso
Le persone esprimono apertamente incertezze, errori e dissenso solo se possono aspettarsi che le loro affermazioni vengano prese sul serio e non usate contro di loro.
Non pretendo onestà senza creare le condizioni in cui l'onestà sia possibile.
- Distinguere: Distinguo il più chiaramente possibile tra fatti, percezioni, valutazioni, ipotesi, timori e interessi.
- Ammettere di non sapere: «Questo non lo sappiamo ancora», «Questo lo supponiamo», «Questo ci preoccupa» sono affermazioni espressamente consentite.
- Invitare al dissenso: Non viene solo tollerato, ma cercato, ad esempio con controdomande e posizioni contrarie strutturate.
- Tenere conto delle differenze di potere: A seconda della situazione conduco i colloqui separatamente, in modo riservato o con moderazione.
- Chiarire la riservatezza: Si stabilisce in anticipo che cosa resta riservato e dove sono i limiti.
- Errori come informazione per imparare: né idealizzati né puniti indistintamente. Distinguo tra errore comprensibile, conoscenza mancante, problema strutturale, negligenza e inganno deliberato.
- Regole di dialogo: Criticare le affermazioni e non le persone, indicare le ipotesi, chiedere invece di attribuire motivazioni.
- Escalation: Le persone devono sapere come sollevare i problemi direttamente, in modo riservato o attraverso canali definiti. L'escalation non è un fallimento, ma una struttura necessaria.
- Limiti: Uno spazio sicuro protegge lo scambio onesto, ma non attacchi personali, inganni, minacce, discriminazioni o il rifiuto persistente di assumersi responsabilità.
A tal fine utilizzo, tra l'altro, interviste individuali riservate, regole di dialogo comuni, elenchi di fatti e ipotesi, colloqui di conflitto moderati, verbali delle decisioni e retrospettive.
Un'autoverifica per la vostra organizzazione
- Le persone possono dire apertamente che non sanno qualcosa?
- I collaboratori possono contraddire un superiore in modo motivato?
- Gli errori vengono segnalati presto o nascosti il più a lungo possibile?
- Le voci più silenziose o gerarchicamente più deboli vengono ascoltate?
- Le cattive notizie vengono accolte in modo oggettivo?
- Il dissenso onesto resta senza svantaggi personali?
Se informazioni rilevanti non vengono espresse per paura, per differenze di potere o per mancanza di fiducia, la base decisionale è incompleta.